Benvenuti alla visita dell'Appartamento Reale

In questa pagina vi illustreremo cosa potrete vedere nel percorso dell’Appartamento Reale accompagnati e supportati dalla spiegazione dei nostri operatori in 45 minuti di visita. (Attenzione: nell’Appartamento entrano 15 persone per volta, pertanto i grandi gruppi verranno divisi).

L’Appartamento Reale

L’Appartamento Reale faceva parte del progetto originario voluto da Vittorio Amedeo II, che desiderava un vero e proprio luogo in cui ritirarsi negli ultimi anni di vita. Il progetto prevedeva la costruzione di un intero edificio a tre piani, accanto al convento già esistente.
Il sovrano decide di commissionare i lavori a Filippo Juvarra, che però non riuscirà a concluderli.
Accantonato il progetto di un’altra residenza, alcune stanze del primo piano del Convento vengono quindi destinate ai Reali come residenza d’appoggio, per ospitarli durante le loro brevi visite a Superga.
Anche il Salone del Re, posto al piano inferiore e destinato alle cerimonie, faceva parte delle stanze reali.

La Congregazione, gli arredi e il Convento

Vittorio Amedeo II istituisce nel 1731 l’Ordine della Reale Congregazione di Superga, che aveva il compito di occuparsi della Basilica e delle Tombe Reali.
L’ordine viene soppresso alla fine del Settecento dal governo provvisorio francese, salito momentaneamente al potere dopo aver invaso il Piemonte.
Il governo provvisorio era determinato, per mezzo di un decreto, a distruggere il mausoleo e a disperdere le ceneri dei Reali, ma grazie all’intercessione dei religiosi, si riesce a bloccare l’ordinanza.
Nulla può salvare, invece, gli arredi dell’appartamento reale dalla razzia napoleonica. Ma il ritorno dei Savoia, nel 1814, permette il riallestimento dell’Appartamento Reale, della Biblioteca e delle camere dei religiosi.

Nel 1864 i Savoia istituiscono la carica del Prefetto della Reale Basilica, con un cappellano residente in Basilica e del personale, rimasti in servizio fino al 1951.
Purtroppo, anche nel Novecento continua la dispersione degli arredi.
Agli inizi del secolo, infatti, l’appartamento viene affittato alla caserma dei Carabinieri e, durante la Seconda Guerra Mondiale, diviene rifugio per gli sfollati.
Dal 1966, invece, vi risiedono i padri dell’Ordine dei Servi di Maria.

La riproduzione fedele del Primo Piano dell’appartamento si può ammirare al Pian Terreno, dove attualmente sono visibili gli arredi rimasti e in parte integrati con quelli di Palazzo Reale.
Il Salone del Re, il cui assetto odierno rispetta quello della fine dell’Ottocento, ospita interessanti esempi di ritrattistica dell’epoca.

L’Appartamento Reale è composto da 5 ambienti: Anticamera, Prima Sala di Ricevimento, Gabinetto da Toeletta, Sala Verde e Sala Rosa. Era considerata la residenza di appoggio dei Savoia, utilizzata per le loro soste giornaliere a Superga.

Il percorso comincia dall’Anticamera, dove vi aspetta la scultura di Benedetto Cacciatori che raffigura un bambino in una cesta. Quest’opera offre una doppia interpretazione: poteva essere di buon augurio per una nascita oppure adottata come monumento funebre.

Passando nella prima Sala di Ricevimento, tra i busti notate quello di Carlo Alberto di Savoia e, tra gli arredi, un particolare tavolo da colazione con un piano ribaltabile che si appoggia alla parete. In questa sala, inoltre, si trovano i ritratti dei Prefetti della Basilica di Superga.

Proseguendo il percorso nella Sala Verde, potete ammirare un particolare tavolo gueridon del tardo Ottocento, con il piano circolare decorato, nella parte centrale, da un motivo a scacchiera.
In questa sala sono importanti i cinque quadri commissionati da Carlo Alberto, facenti parte della serie dei dipinti destinati ad arredare la Sala del Caffè di Palazzo Reale.
I temi trattati sono tre: ritratti di Sovrani Sabaudi, le benemerenze culturali dei Savoia e la fedeltà dei sudditi ai sovrani.
Interessante la coppia di nature morte ornate da cornici dorate, intagliate a motivi di foglie e frutta del Seicento.

Entrando nella Sala Rosa potete notare una cornice dorata intagliata con motivi floreali, che arricchisce un dipinto raffigurante una Madonna con Bambino di manifattura spagnola.

Altri quadri interessanti sono la veduta del Castello del Valentino del 1851 di Carlo Bossoli, e il quadro cinquecentesco che ritrae l’accoglienza del Duca Emanuele Filiberto a Torquato Tasso.

Una curiosa opera è la scultura ottocentesca del gallo che poggia le zampe su un ramo di gigli e cerca di beccare i serpenti. Anche quest’opera ha una doppia interpretazione: metafora religiosa o metafora politica?

La Sala da Pranzo del Re

Concludiamo il percorso con la Sala da Pranzo Reale, o Salone del Re, ammobiliata con arredi d’epoca.
Il Salone è ornato da 4 quadri che coprono l’intera parete e rappresentano i sovrani: Vittorio Amedeo II, Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II e Umberto I.

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