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Visita alle tombe reali
– Visita all'appartamento
reale – visita alla cupola juvarriana
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| Biglietto intero €
4,00
Biglietto ridotto € 3,00
(Riduzioni per GRUPPI DI MINIMO 20 PERSONE, Soci TCI, ACI,
FAI, ARCI, Forze dell’Ordine, Dipendenti Ministero Beni
Culturali, Studenti, Scolaresche, Giornalisti, Insegnanti,
Over 65, soci CTS e studenti ISIC CARD).
Biglietto gratuito
(Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card, Guide Turistiche,
Portatori di Handicap, Accompagnatori di un gruppo (minimo
20 persone), Bambini sotto i 12 anni.)
ORARI:
ESTATE (dal 1 marzo al 31 ottobre)
Dal Lunedì alla Domenica: 9:30 - 19:30 (ultimo ingresso
18:45)
INVERNO (dal 1 novembre al 28 febbraio)
Il Sabato, la Domenica e i Festivi: 9:30 - 18:30 (ultimo ingresso
17:45)
Apertura straordinaria nel periodo Natalizio dal 25 dicembre
al 6 gennaio (stessi orari)
Apertura su prenotazione durante i giorni lavorativi per gruppi
di minimo 20 persone.
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prenotazione visita (solo per gruppi
minimo 20 persone), per numeri inferiori non si accettano prenotazioni
BENVENUTI ALLA VISITA DELLE
TOMBE REALI
In questa pagina vi illustreremo cosa potrete vedere nel percorso
delle Tombe Reali accompagnati e supportati dalla spiegazione dei
nostri operatori in 45 minuti di visita
IL CHIOSTRO
Progettato da Juvarra con una doppia sequenza di archi, il Chiostro
è caratterizzato da un giardino all’italiana, decorato
con siepi di bosso che creano un motivo a labirinto. Al centro del
giardino è situato il pozzo, arricchito da un tettuccio a
forma di pagoda cinese.
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LA SALA DEI PAPI
Diventata pinacoteca nel 1876, la Sala dei Papi era in origine
il refettorio estivo per i 12 Padri della Reale Congregazione di
Superga, istituita da Vittorio Amedeo II.
Ai Padri si deve l’idea di raccogliere le immagini dei Papi,
idea ispirata dalla collezione in mosaico presente nella Basilica
di San Paolo fuori le Mura a Roma.
La Sala è composta da 265 dipinti che ritraggono i Papi canonicamente
eletti: sulla parete principale, in basso al centro, è situato
il ritratto dell’attuale Papa, Benedetto XVI.
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Il percorso prosegue con la visita alle Tombe
Reali. Una scalinata in marmo conduce al corridoio del mausoleo.
Alla fine dello scalone, come guardiano a difesa delle tombe, è
posta la scultura in marmo di Carrara dell’Arcangelo Michele
in atto di sconfiggere il demonio.
Superato lo scalone, percorrendo il breve corridoio, si entra nella
Cripta. |
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LE TOMBE REALI
Il progetto per la costruzione delle Tombe Reali viene affidato
- nel 1774 - all’architetto Francesco Martinez dal Re Vittorio
Amedeo III.
Formato da una croce latina allungata, il mausoleo ospita al centro
il Sarcofago dei Re, monumento funebre riservato alle spoglie
dell’ultimo Re di Sardegna, mentre nei due bracci laterali
si possono ammirare la Sala degli Infanti e la Sala delle
Regine.
Lungo le pareti della Cripta sono presenti importanti monumenti
funebri in memoria di celebri personaggi di Casa Savoia.
Nel braccio sinistro osserviamo il monumento Funebre dedicato
a Vittorio Amedeo II, fondatore della Basilica di Superga e
Duca di Savoia, che otterrà il titolo di “Re di Sardegna”.
Poco distante troviamo il Monumento Funebre del principe Ferdinando
di Savoia, Duca di Genova e padre della Prima Regina d’Italia,
Margherita.
Lungo il braccio destro possiamo notare la scultura commemorativa
dedicata a Carlo Emanuele III, secondo Re di Sardegna, con il bassorilievo
che rappresenta la battaglia di Guastalla del 1734.
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IL SARCOFAGO DEI RE
Dal 1849 il Sarcofago dei Re custodisce la Salma di Carlo
Alberto, VII Re di Sardegna, famoso per aver concesso nel 1848 lo
“Statuto Albertino”, che trasforma di fatto il Regno
di Sardegna in Monarchia Costituzionale.
Il Sarcofago, su disegno dell’architetto Martinez, è
realizzato in onice di Busca, con quattro puttini in marmo bianco
su due lati, opera dei fratelli Ignazio e Filippo Collino. Degli
stessi artisti sono anche le quattro statue in marmo bianco collocate
nelle nicchie laterali, che rappresentano la Fede, la Clemenza,
la Carità e la Scienza.
Dietro il sarcofago è posto l’Altare della Pietà,
opera di Agostino Cornacchini di Pistoia, realizzato in marmo bianco
di Carrara.
LA SALA DEGLI INFANTI
Era destinata a ospitare le salme dei principi sabaudi morti in
tenera età. Attualmente sono conservati i resti di 14 bambini
e 9 adulti, tra cui la principessa Maria Clotilde di Savoia, la
“Santa di Moncalieri”, donna profondamente devota e
moglie di Gerolamo Bonaparte, sepolto accanto a lei.
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LA SALA DELLE REGINE
Accoglie le salme delle Regine sabaude ed è abbellita con
diverse opere scultoree in marmo bianco.
Di particolare interesse è il monumento funebre di Maria
Teresa di Toscana – Asburgo, moglie di Carlo Alberto,
realizzato da Sante Varni come personificazione della Carità.
Non lontano possiamo ammirare il monumento funebre che ritrae la
Regina Maria Adelaide d’Asburgo, prima moglie di Re Vittorio
Emanuele II. La Regina, indebolita da numerose gravidanze, morì
a soli 33 anni di tifo. Benché moglie del Re d’Italia,
non divenne mai Regina, perché scomparsa prima del 1861.
Sopra l’urna è presente una nicchia dove, nel 1879,
lo scultore Pietro della Vedova realizza un drappeggio marmoreo
finemente lavorato.
Per concludere, osserviamo il monumento funebre di Maria Vittoria
dal Pozzo, moglie del Primo Duca d’Aosta, Amedeo Ferdinando,
Sovrano di Spagna.
Maria Vittoria si dedicò molto al prossimo, ma soprattutto
si occupò delle donne più povere dell’epoca,
le lavandaie che, alla sua morte, inviarono corone di fiori di seta
realizzate con le loro mani, ancora oggi conservate nella teca.
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